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Prologo
Nell'aprile del 1953, un anno prima di morire all'età di quarantasette anni, Frida Kahlo ebbe la prima importante retrospettiva messicana delle sue opere pittoriche. La sua salute si era ormai talmente deteriorata che nessuno si aspettava di vederla all'inaugurazione. Ma alle otto di sera, un attimo dopo che le porte della Galleria d'arte contemporanea di Città del Messico si furono aperte al pubblico, arrivò un'ambulanza. L'artista, vestita del suo prediletto costume messicano, venne portata in barella fino al grande letto che già dal pomeriggio era stato installano nella galleria. Il letto era decorato come piaceva a lei, con fotografie del marito, il grande muralista Diego Rivera, e dei suoi eroi politici, Malenkov e Stalin. Scheletri di cartapesta pendevano dal baldacchino alla cui volta era stato fissato uno specchio che rifletteva il suo volto devastato eppure splendente di gioia. A uno a uno, duecento tra amici e ammiratori andarono a congratularsi con Frida, quindi formarono un circolo intorno al suo letto e si misero a intonare con lei ballate messicane che durarono fino a notte inoltrata.

Titolo originale: Frida, A life of Frida Kahlo (1983)
(Edizioni La Tartaruga - traduzione di Maria Nadotti)


[Trascritto da Ardesia | 15/01/2008 | p.link | segnala un errore]


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