Fai attenzione a come pensi e a come parli, perché può trasformarsi nella profezia della tua vita (San Francesco)
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[giovedì 03 dicembre 09]

aNobii - Il tarlo della lettura Si intitola "aNobii - Il tarlo della lettura" e raccoglie 600 commenti pubblicati sul sito da 333 iscritti.
Di certo qualcuno penserà che non abbia molto senso comprare un libro per leggere dei testi già presenti su un sito web: può essere, ma anche no.
Il libro è stato pensato, organizzato, curato, strutturato. È una cosa diversa.
Sul sito ad esempio non può esserci la dicitura "Tutti i diritti d'autore di questo libro saranno devoluti a favore del Centro Chirurgico di Kabul di EMERGENCY".
È una scritta che fa piacere, specialmente se la trecentotrentatreesiama parte di quei diritti d'autore idealmente arriva da te.
Son soddisfazioni, anche se in realtà nell'indice del tarlo ci sei finito senza quasi muovere un dito.
Bisogna proprio ringraziare chi ha avuto l'idea e chi si è fatto in quattro per realizzarla.

Le mie recensioni sono alle pagine 53, 205 e 352.
Se mi cercate sul sito di aNobii mi trovate qui.




[Ardesia, 03/12/2009][p.link][3 commenti]



[giovedì 23 ottobre 08]

Oggi ho iniziato ben sei post, ma poi, tra un allagamento e uno spurgo (condominiale, non personale) non ne ho portato a termine nemmeno mezzo. A pensarci bene però potrebbe essere un'idea: quando si scrive qualcosa di compiuto spesso resta poco spazio per le elucubrazioni altrui, invece, mettendo solo una traccia, uno spunto, praticamente uno sputo, si lascia più libertà interpretativa al prossimo e, chi lo sa, magari si dà a qualcuno quell'input, magari un po' zoppicante, ma che era proprio quel quid che gli serviva per metter su una teoria rivoluzionaria. Mi sa che l'andazzo qui potrebbe diventare quello.
Il primo degli odierni post mancati parlava di critici e di criticoni, di come una critica dovrebbe spiegare e dare motivazioni, e non parlare soltanto di fallimento in tono assoluto e finirla lì. Che pareri del tipo 'bello' o 'brutto' a me li segnavano con la biro rossa anche alle elementari.
Il secondo post era dedicato a mia madre che lascia a tutti il mio numero di cellulare spacciandolo per suo. "Lo sai, il mio o è spento o non lo sento." Bella scusa. Così io passo le giornate a parlare con la sua estetista, il medico e la banca. Nel momento in cui quella squinternata (uè, che è "squinternata" però posso dirlo solo io!) capirà che "navigare" non è più soltanto un verbo connesso a grandi spazi d'acqua temo che mi toccherà cambiare mail, telefono e probabilmente Paese.
Il terzo post riguardava la figura degli scrittori, di come sia facile cadere nel tranello di mitizzare l'autore dei propri libri preferiti e non si riesca a distinguere tra la persona nella sua totalità e il suo lato di raccontastorie.
Il quarto post era identico al terzo, ma ribaltato: spesso - quando va bene - non si apprezza un libro, un buon libro, perché si nutrono dei preconcetti nei confronti di chi lo ha scritto; quando va male invece il libro in questione nemmeno si mette in conto di poterlo prendere in considerazione. E' un peccato perché in questo modo si vanno a ghettizzare più che altro gli "antipatici" contemporanei ché diciamocelo: del carattere di merda di scrittori ormai morti e sepolti, ai potenziali lettori non frega un bel niente.
Il quinto post diceva che ho scaricato un film di un regista esordiente distribuito legalmente (legalmente?! Sicura?! Sì, sì, legalmente! Si può fare!) su internet, che ne avrò visti sì e no quindici minuti e che fino a lì la questione era che un tipo viene contattato dalla sorella di un suo amico perché il di lei fratello (e quindi il di lui amico) ha iniziato a fare la scimmia. Cristallino, no? Io comunque titubo.
Il sesto e ultimo post era incentrato sulla mia nuova piantina di salvia. Molto sensibile, lei. Troppo. Io meno: questa sera la immolerò alla causa degli orecchioni burro e salvia. Se volete autoinvitarvi a cena potete sempre telefonare al numero della mia genitrice, che tanto rispondo io.


[Ardesia, 23/10/2008][p.link][Nessun commento]



[giovedì 09 ottobre 08]

Mi hanno di nuovo trafugato svariati post dal blog.
Ogni volta cerco di prenderla con leggerezza, cercando di sorriderne, ma poi non posso evitare di innervosirmi e alla fine mi incavolo di brutto.
Vedere qualcuno che si appropria delle tue parole, delle tue esperienze e dei tuoi pensieri è come subire un furto d'identità.
Fa male ritrovare le proprie emozioni storpiate senza riguardo.
La ladra di turno tra l'altro ha anche l'impudenza di fare la saccente e la spiritosa nei commenti, puntualizzando e spiegando concetti tratti dai - mie - post agli ignari e gabbati commentatori.
Non ho la minima idea di cosa possa spingere qualcuno a fare una cosa del genere. Io al suo posto mi andrei a seppellire per la vergogna.

Avrei voluto intervenire direttamente sul blog in questione, ma sono inibiti i commenti ai non iscritti alla piattaforma, perciò scrivo il mio messaggio qui, sperando che qualcuno con un account su libero abbia la gentilezza di postarvi il link a questo post.

Nel blog ILMONDODIALE http://blog.libero.it/ilmondodiAle/ ho trovato ben 17 post copiati quasi integralmente dal mio blog http://www.lintercapedine.net/blog. Alcune parole sono state modificate, a volte è stato aggiunto un titolo o una frase introduttiva, ma non c'è ombra di dubbio: si tratta dei miei post. Visto che non ho mai autorizzato la tenutaria di ILMONDODIALE a pubblicare i miei testi facendoli passare per suoi, chiedo che suddetti testi siano immediatamente rimossi.
Segue l'elenco dei post incriminati, con relativi link di raffronto agli originali.

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02 copiato | Screenshot_02 | Originale
03 copiato | Screenshot_03 | Originale
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Notare il commento della trafugatrice: Temo di averti spiazzato....-)) In realtà, lo spunto per questo post me lo ha fornito mia madre. Mi lamentavo che non potevo parlare, nè mangiare e allora lei ha buttato lì un "ma il burro di cacao, no eh?"...E' stato illuminante...:-))
Spudorata.
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(Qui la tipa ha avuto anche la faccia tosta di inserire la foto che ritrae l'augurio di compleanno che scrissi a mia madre)


[Ardesia, 09/10/2008][p.link][7 commenti]



[mercoledì 01 ottobre 08]

Il concerto dei R.E.M. di venerdì scorso a Casalecchio lo stavo aspettando da tredici anni e sette mesi.
E dire che a volte passo per una persona impaziente.
Era il 27 febbraio 1995 ed ero lì, stesso posto stessa ora, a farmi sfuggire tra le dita un'esperienza che avevo atteso per mesi e mesi, tutto a causa di una persona egoista fino al midollo e di un'altra troppo innamorata per non inseguire la sua illusione fino in fondo al pozzo più gelido e oscuro. C'ero e ne ero grata, ma mi sembrò un'occasione mancata.
Venerdì però ho recuperato. Finalmente. Niente posti numerati in gradinata come l'altra volta, ma in piedi, praticamente sotto al palco, per vedere tutto ben bene e stamparsi espressioni e gesti nella memoria; niente stare fermi, composti, ingessati come mummie; niente correre appresso a persone che non vogliono essere prese; niente di niente... e tutto di tutto!
Da quant'è che ascolto i R.E.M.? Saranno diciotto anni ormai.
Me lo meritavo questo concerto.
Meritavo di essere lì innamorata e felice, incantata e stupita.
Mi è sembrato uno splendido regalo, una magia.
E a rendere tutto ancora più emozionante c'era la consapevolezza di trovarsi davanti a persone che si stavano palesemente divertendo un mondo a suonare e a cantare.



#rembologna [clik]


Setlist
: Living Well Is the Best Revenge / What's the Frequency, Kenneth? / I Took Your Name / So Fast, So Numb / Drive / Maps And Legends / Walk Unafraid / Man-Sized Wreath / Ignoreland / Hollow Man / Circus Envy / The Great Beyond / Just A Touch / Seven Chinese Brothers / She Just Wants To Be / The One I Love / I've Been High / Let Me In / Horse To Water / Bad Day / Orange Crush / Imitation Of Life
Encore: Supernatural Superserious / Losing My Religion / Animal / Sweetness Follows / It's The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine) / Man On The Moon


[Ardesia, 01/10/2008][p.link][Nessun commento]



[sabato 05 luglio 08]

FriendFeed mi sembra una gran bella invenzione. Peccato che il novantanove per cento delle persone che seguo on-line non si sia ancora fatta una account.
Io porto pazienza e per ora aspetto, pensando a cosa fare per dopo e per dindirindina.


[Ardesia, 05/07/2008][p.link][7 commenti]



[lunedì 05 maggio 08]

È la terza volta che butto giù questo post. Sto cercando di trovare un equilibrio tra la portata della cosa che vorrei dire e le dimensioni della mia incazzatura a riguardo. È che quando mi imbatto in certe ottusità perdo il senso della misura. Comunque sia, visto che non mi riesce parlarne senza farmi uscire fumo dalle orecchie e dal naso, mi limiterò a riportare l'accaduto. Più o meno. C'era una volta... - Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di trilogia. Il primo pezzo. Sì, perché, per chi non lo sapesse - e fino a un paio di mesi fa lo ignoravo bellamente pure moi - I tre moschettieri sono il primo capitolo di una saga suddivisa in tre volumi. Alexandre Dumas - padre - evidentemente aveva la penna facile perché si parla di tomoni da centinaia e centinaia di pagina. Ma bisogna tenere conto del fatto che inizialmente i suoi romanzi venivano pubblicati a puntate su svariate riviste e venire pagato un tot a riga doveva essere un bell'incentivo alla prolificità. Di seguito a I tre moschettieri sono venuti Vent'anni dopo e Il visconte di Bragelonne. Dopo essermi appassionata alle vicende del giovane guascone d'Artagnan e dei suoi compari ero decisa a passare subito agli altri due capitoli della saga... Peccato che mi sia cascato l'occhio sulla cosiddetta introduzione a I tre moschettieri. E dico 'cosiddetta' perché - e qui il fumo di cui parlavo prima inizia a sbuffarmi fuori dalla testa - col cavolo che si tratta di un'introduzione. Un'introduzione, come dice la parola stessa, deve introdurre e non spoilerare tutti i fatti e i misfatti, tra l'altro non solo del volume in questione, bensì di tutta la trilogia. Lo ammetto, io sono stata veramente idiota a non smettere di leggere, ma tra i tanti difetti di cui non difetto la curiosità è sicuramente in cima alla lista, scritta a caratteri cubitali, lampeggiante e sottolineata svariate volte. E così ora so. Cosa? Tutto di tutto: i destini, gli intrighi, gli inciuci, le relazioni pericolose, chi ha fatto cosa a chi, cosa ha detto cosa a chi, cosa ha cosato e chi ha chiato. Tutto. Non è allucinante? Dai, un po' lo è. Ci si è indignati così tanto quando il giorno dell'uscita dell'ultimo Harry Potter ci hanno spiattellato il finale su giornali e TG, ma se vogliamo questo è peggio perché resta inspiegabile. Il fatto è che questa 'introduzione' a I tre moschettieri edito da Mondadori nella collana Oscar classici (ISBN: 9788804530046), in realtà è un saggio. Un saggio, peraltro interessante, di tal Pierre Tranoues. Interessante, sì, ma inserito nel peggior posto al mondo in cui poteva essere inserito. Non so, è normale questa scelta? Alla Mondadori qualcuno lo avrà letto 'sto benedetto saggio prima di ribattezzarlo 'introduzione' e di rovinare a tutti i lettori la suspense di tre interi volumi di avventure? Avranno gioiosamente pensato che essendo romanzi ottocenteschi la trama ormai dovesse essere nota a tutti. Ma a tutti chi? Tutti quelli che nemmeno sanno che si tratta di una trilogia? Dai, alzi la mano chi lo sapeva! Insomma, quest'edizione dei tre moschettieri dev'essere nata con la luna storta. Tra ricorrenti sbavature di stampa, numerosi refusi e, mi sembra proprio il caso di dire amarus ab initio, il megaspoilerone sotto mentite spoglie, è stato uno sfacelo! Accidenti a me quando per risparmiare pochi centesimi non ho preso un'altra edizione. Ma prima che ci ricaschi... Cari Oscar Classici, per il momento so long, farewell, auf Wiedersehen, goodbye... Peccato che però, a quanto pare, Vent'anni dopo si edito soltanto da Mondadori. Ma porc... Fregata. Di nuovo.


[Ardesia, 05/05/2008][p.link][Nessun commento]



[domenica 04 maggio 08]

Ho sempre trovato vergognoso che si potessero includere parole come "italia", "nazione", "popolo", "tricolore", ecc..., all'interno dei nomi dei partiti politici. Al giorno d'oggi la scelta del nome di un partito altro non è che una mera operazione di marketig, quindi non mi sembra corretto utilizzare parole/significati che un popolo dovrebbero unirlo per identificare una singola fazione.
In alcuni casi poi si raggiunge il colmo: quando ho sentito che un partito era stato battezzato "La rosa bianca" non volevo crederci. Mi auguro davvero che si trattasse di una sorta d'omaggio, ma se anche così fosse, come si può anche solamente sentirsi degni di appropriarsi di un nome del genere? Per fortuna poi lo hanno modificato e magari a qualcuno questa vicenda ha fatto conoscere quella dei ragazzi della vera rosa bianca. Lo spero.
Uno dei capitoli del libro di Enzo Biagi che sto leggendo al momento, e del quale ho riportato l'introduzione nel post precedente, è proprio dedicato alla storia di Hans, di Sophie e dei loro amici, quindi mi sembra doveroso trascriverlo.
Inoltre ribadisco che Crepuscolo degli dei meriterebbe di essere ristampato.

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[Ardesia, 04/05/2008][p.link][Nessun commento]



[mercoledì 30 aprile 08]

È un peccato che libri come crepuscolo degli dei di Enzo Biagi non siano più ristampati.
Guardare l'inferno attraverso gli occhi di chi ha dato fuoco alle polveri e di chi ci è stato gettato dentro, condannato, smuove qualcosa dentro, anche a quaranta, cento, mille anni di distanza. Mi sta bene tutto il gran parlare che si fa circa l'importanza di preservare la memoria - anche perché, nonostante il megarchivio di marasmatico nozionismo che è internet, mi pare si stiano attraversando tempi di memoria "usa e getta", nel senso che si ricorda solo ciò che fa comodo e tutto il resto finisce chissà dove - ma si dovrebbe anche agire per tenere a galla i mezzi che di questa memoria sono custodi e promulgatori.
Comunque sia, visto che mi sono lanciata nelle trascrizioni, riporto di seguito la nota alla quarta edizione del libro (1975) e l'introduzione all'edizione originale (1961), entrambe dello stesso Biagi.

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[Ardesia, 30/04/2008][p.link][Nessun commento]



[venerdì 18 aprile 08]


Per anestetizzare una botta di nervoso di proporzioni apocalittiche ho trascritto tutta l'introduzione di Gabriel Garcia Márquez a Racconto di un naufrago.
Sarà che mi stavo sententendo naufragare un po' anch'io.

Il titolo del post è tratto dalla suddetta introduzione.
La suddetta introduzione è incollata qui di seguito, quindi oltre ad essere suddetta è anche sottostante.
Visto che mi sento ancora un pochetto sottosopra tutto ciò mi sembra molto appropriato.

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[Ardesia, 18/04/2008][p.link][Nessun commento]



Se ne vuoi ancora spulcia l'archivio, ma occhio alla polvere, al verme disicio, alle ragnatele e ai gaglioffi delle spelonche ché il budget al momento non mi consente di includere nel pacchetto blogghettaro l'intervento di un sauro da salvataggio.

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Diritti e rovesci
Quando non viene chiaramente speficato chi è l'autore delle parole che trovi qui sopra significa che è farina del mio sacco, quindi se riporti altrove qualche frase/capoverso/periodo/post sei pregato di indicare che si tratta di roba che arriva da questo blog e di segnalarne il link.
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