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Londra
11 febbraio 1639


La prua di una galera fende la nebbia del Tamigi. L'imbarcazione accosta pesantemente alla riva. Sul ponte, lugubri monaci cappuccini salmodiano il Canto per l'anima dei defunti. Vicino a loro, fra le fiammelle morenti di centinaia di ceri, troneggia velao dalla foschia un gigantesco catafalco nero. Una folla minacciosa è assiepata contro il parapetto dell'imbarcadero e lungo il tappeto su cui passerà il corteo funebre diretto a Somerset Hall, la dimora degli Stuart. Sorretto da sei guardie, il feretro imbocca la passerella.
   Ed ecco emergere dalla nebbia la figura solitaria ed eretta di una donna che avanza dietro la processione. L'ampio mantello la sottrae agli sguardi. Chi piange sotto i suoi veli? Il marito? L'amante? Questa donna piange la propria vita e l'uomo che ne è stato l'anima, suo padre.

Titolo originale: Artemisia (1998)
(Edizioni Mondadori - traduzione di Doriana Comerlati)


[Trascritto da Ardesia | 25/05/2007 | p.link | segnala un errore]


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